In questi giorni nei gruppi di host gira sempre la stessa storia. Arriva una mail che sembra di Booking.com, con logo e colori giusti. C'è un ospite che si lamenta di cimici nel letto, dice di avere foto e video, minaccia azioni legali. In fondo c'è un pulsante: "Visualizza segnalazione". A volte, nello stesso giorno, arriva anche una seconda mail da un presunto ospite furioso, con un link alle "prove".
È una truffa. E funziona proprio perché tocca il punto debole di ogni host: la paura di una brutta recensione o di un problema legale.
Come funziona
Il link non porta a Booking. Porta a una pagina che imita l'Extranet e ti chiede di fare login, oppure a un falso file di "prove" che ti fa scaricare qualcosa. Nelle varianti più recenti la pagina ti chiede di "dimostrare di non essere un robot" incollando un comando sul computer: così ti installano un programma che ruba le password.
Con le tue credenziali i truffatori entrano nel tuo account, vedono le prenotazioni in arrivo e scrivono ai tuoi ospiti, dalla chat ufficiale, chiedendo di "riconfermare la carta" tramite un link. L'ospite paga, i soldi spariscono, e per lui sei stato tu.
I segnali da controllare
Il mittente. Guarda l'indirizzo completo, non il nome visualizzato. Nella mail che sta girando il nome è "Booking.com", ma l'indirizzo è una sequenza di numeri su un dominio che con Booking non ha niente a che fare.
L'urgenza. Reclamo grave, tempi strettissimi, avvocati. Più la mail ti mette fretta, più devi rallentare.
I link. Passa il mouse sopra il pulsante senza cliccare e leggi dove porta davvero. Se non è un indirizzo ufficiale della piattaforma, chiudi.
Le "prove". Foto e video su Google Drive, file zip, documenti da aprire: nessuna OTA ti manda le prove di un reclamo così.
Le richieste strane. Nessun sito serio ti chiede di premere tasti sulla tastiera o di incollare comandi per "verificarti". Mai.
La regola che ti salva sempre
Non aprire mai l'Extranet o il pannello Airbnb da un link arrivato per mail. Apri tu l'app o scrivi tu l'indirizzo nel browser. Se il reclamo esiste davvero, lo trovi lì, nei messaggi della piattaforma. Se lì non c'è niente, la mail era falsa.
Se hai già cliccato
Cambia subito la password dell'account OTA e della tua email, poi attiva la verifica in due passaggi. Controlla i dispositivi collegati all'account e scollega quelli che non riconosci. Contatta l'assistenza partner della piattaforma e segnala l'accaduto. Scrivi agli ospiti con prenotazioni in arrivo per avvisarli che non chiederai mai pagamenti tramite link. Se hai scaricato un file o incollato un comando, fai controllare il computer: la password nuova non basta se il programma è ancora lì.
Proteggi anche i tuoi ospiti
Aggiungi una riga fissa al messaggio di benvenuto o alla conferma: "Non ti chiederemo mai dati della carta o pagamenti tramite link". Costa zero e rende inutile gran parte di queste truffe, perché l'ospite sa già cosa aspettarsi da te.
In sintesi
✓ Le finte mail delle OTA puntano sulla paura: reclami gravi, prove, minacce legali, fretta.✓ Controlla sempre l'indirizzo completo del mittente e dove porta davvero il link.✓ Non entrare mai nell'Extranet o in Airbnb da un link in una mail: apri tu l'app o il sito.✓ Se hai cliccato: password nuove, verifica in due passaggi, assistenza avvisata, ospiti avvisati.✓ Dì ai tuoi ospiti fin da subito che non chiederai mai pagamenti tramite link.

