Da quando la sentenza ha rimesso ordine sull'identificazione degli ospiti, la domanda che gira nei gruppi host è sempre la stessa: devo pagare un abbonamento a Vikey o posso cavarmela da solo restando in regola? È una domanda da soldi, non da tecnologia. Proviamo a risponderci con i numeri veri in mano, senza né spaventarti né venderti niente.
Cosa fanno davvero questi sistemi
Vikey, ZeroChiavi, Chiavistello e simili vengono percepiti come "la scatola che apre la porta". In realtà impacchettano insieme tre cose diverse, ed è utile tenerle separate perché ognuna ha un costo e un'alternativa distinti.
- Apertura della porta. Serratura elettronica, citofono smart, apertura da remoto. È l'hardware.
- Identificazione dell'ospite. Check-in online, raccolta documenti, videochiamata di riconoscimento. È il pezzo che la sentenza ha reso obbligatorio.
- Burocrazia. Invio ad Alloggiati Web, tassa di soggiorno, contratto firmato via smartphone.
Quando paghi un canone unico, paghi tutti e tre insieme. Il punto è che non sei obbligato a comprarli in un pacchetto solo, e almeno uno dei tre lo puoi fare a costo zero.
Quanto costano davvero
Ecco i listini reali, aggiornati a inizio luglio 2026.
Vikey. Il piano di ingresso parte da circa 19,90 euro al mese per una porta, più 9,90 euro al mese per ogni porta aggiuntiva. Il modulo di check-in online e burocrazia costa circa 4,90 euro al mese. Il pacchetto completo si aggira sui 39 euro al mese. Tutti prezzi IVA esclusa. In pratica: circa 240 euro l'anno per la versione base, quasi 470 per quella completa. Ha la videochiamata di riconoscimento integrata, il che lo mette in regola con la sentenza senza sforzo da parte tua.
Chiavistello. Sistema italiano, canone annuale invece che mensile: circa 240 euro l'anno per una porta, fino a 420 per quattro, IVA esclusa. Nessuna commissione, nessun tacito rinnovo, a fine anno decidi tu.
ZeroChiavi. Non espone un listino pubblico chiaro: il prezzo lo scopri solo chiedendo un preventivo. Non è un dettaglio da poco. Un servizio che non ti dice quanto costa prima di parlarti è già un'informazione sul tipo di rapporto che avrai.
KeyNest e simili (ritiro chiavi). Circa 6 euro a ritiro singolo (5,95), oppure un abbonamento mensile sui 20 euro (19,95) per ritiri illimitati. Utile se non vuoi toccare la porta, ma l'ospite deve fare una deviazione per prendere la chiave.
Serratura smart comprata una volta. Una smart lock di marca costa sui 500 euro una tantum, senza canone software. La paghi una volta e resta tua. Attenzione però: da sola apre la porta, ma non identifica nessuno.
Un dato che vale la pena tenere presente prima di decidere: il self check-in tende ad alzare il prezzo a notte di circa il 15 per cento, e la grande maggioranza degli annunci che stanno in prima pagina su Airbnb lo offre. Poterlo offrire conviene. La domanda non è se, ma quanto vuoi spendere per farlo.
Cosa ti serve davvero dopo la sentenza
Qui sta il nodo, e l'abbiamo sciolto in due articoli che ti conviene avere letto: quello su cosa è legale oggi e quello su come identificare l'ospite a norma. In due righe: l'ospite va riconosciuto de visu, e questo vale anche via videochiamata in tempo reale. La keybox con il solo codice, senza che tu veda l'ospite prima di dargli l'accesso, non basta più.
La conseguenza è semplice e a nostro favore: la parte obbligatoria, l'identificazione, la puoi fare gratis. Una videochiamata su WhatsApp al momento giusto è a norma e non ti costa un euro. È esattamente la funzione per cui i sistemi a pagamento ti chiedono il canone.
Cosa puoi mettere in piedi da solo
Se hai una o due strutture e i check-in sono gestibili, la versione fai-da-te copre tutto senza abbonamenti:
- Apertura porta: una keybox robusta o una smart lock comprata una volta. Costo una tantum, zero canone.
- Identificazione: videochiamata su WhatsApp prima di dare il codice. A norma, gratis.
- Istruzioni per l'ospite: una guida digitale che spiega dove trovare la chiave, come entrare, gli orari, il wifi. Così non ripeti le stesse cose venti volte via messaggio.
Quest'ultimo pezzo è quello che di solito viene sottovalutato, ed è quello che fa sembrare "professionale" una gestione fatta da soli. Su Italish la guida digitale della struttura è inclusa nel sito custom: la compili una volta, è in sette lingue, e l'ospite la trova sempre. Metti insieme keybox, videochiamata e guida e hai un self check-in completo, a norma, senza pagare un canone mensile a nessuno.
Quando invece un abbonamento ha senso
Non siamo qui a dirti che pagare è sempre uno spreco. Da ragionieri onesti: il canone si giustifica in tre casi. Se gestisci molti appartamenti e moltiplicare la videochiamata a mano diventa un secondo lavoro. Se hai un ricambio di ospiti altissimo e vuoi l'automazione vera, con l'apertura da remoto e la burocrazia che parte da sola. Se semplicemente il tuo tempo vale più dei 240 o 470 euro l'anno che risparmieresti.
Fuori da questi casi, per la struttura singola o doppia gestita con attenzione, l'abbonamento paga soprattutto una comodità che puoi ricostruire da solo con un pomeriggio di lavoro e qualche decina di euro di hardware.
In sintesi
I sistemi di self check-in fanno tre cose: aprono la porta, identificano l'ospite, gestiscono la burocrazia. L'identificazione, che è l'unica parte davvero obbligatoria dopo la sentenza, la fai gratis con una videochiamata. L'apertura la risolvi con hardware che compri una volta. Le istruzioni le dai con una guida digitale. Il canone mensile ha senso quando i numeri crescono, non prima. Fai il conto con la tua situazione davanti, non con la paura di sbagliare.
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Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una consulenza legale o fiscale sul caso specifico. Prezzi rilevati a luglio 2026, verifica sempre i listini aggiornati sui siti dei fornitori.
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