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Pet Welcome · Storie

Alcamo (TP), settembre 2026

La promessa a Chicca

Intervista a Luciana Mauro, La Chicca di Milu' for Pet Lovers, Alcamo (TP)

Quando abbiamo iniziato a pensare a Pet Welcome, avevamo in testa una differenza facile da dire e difficile da spiegare: quella tra una struttura che ammette i cani e una che li accoglie davvero.

Poi ho conosciuto Luciana, e ho capito che non serviva spiegarla. Bastava farla raccontare a lei.

In quindici mesi, alla Chicca di Milu' sono passati circa cento cani. Questa è la loro casa delle vacanze, e questa è la storia di come è nata.

Carlo

Italish

Carlo

Com'è nata la Chicca di Milu'? E chi è Milu'?

Luciana

La Chicca di Milu' nasce prima ancora di diventare un progetto, da una promessa fatta in macchina nell'ottobre del 2022 alla mia Chicca.

All'epoca avevamo solo Chicca, una delle nostre tre Jack Russell, che aveva appena cinque mesi. Eravamo partiti per una vacanza di cinque giorni in una regione d'Italia conosciuta per essere molto pet friendly, ma purtroppo siamo capitati nella struttura sbagliata.

Nonostante ci fosse un grande spazio esterno, Chicca non poteva essere lasciata libera e per quasi 48 ore siamo stati costretti a tenerla sempre al guinzaglio. Per una cucciola abituata a casa a muoversi liberamente, quella situazione diventò davvero difficile.

La seconda sera, decidemmo di interrompere la vacanza e tornare a casa con tre giorni di anticipo. La vedevamo più serena in auto a guardare fuori che non in quei due giorni in quella struttura.

Ed è proprio durante quel viaggio di ritorno che feci una promessa a Chicca: se un giorno avessimo avuto la possibilità di aprire una nostra struttura, nessun cane che fosse venuto da noi avrebbe mai dovuto vivere una situazione simile.

Chicca, una Jack Russell bianca e marrone con il collare rosso, immersa fino alla pancia nella piscina per cani mentre beve dal rubinetto sul bordo.
Acqua fresca, direttamente dal rubinetto

Quella promessa rimase nella mia testa per molto tempo. Poi, nel 2024, iniziò finalmente a prendere forma.

All'inizio avevamo immaginato una struttura che potesse accogliere tutti, con la possibilità di ospitare anche gli animali. Ma, strada facendo, il progetto è cambiato: abbiamo capito che volevamo creare qualcosa di diverso, un luogo pensato esclusivamente per chi viaggia con il proprio amico a quattro zampe.

E così è nata La Chicca di Milu' for Pet Lovers.

Due cani nel cortile in ghiaia davanti al cartello de La Chicca di Milu' for Pet Lovers: uno bianco a macchie nere con la pettorina e uno fulvo, entrambi con lo sguardo verso l'obiettivo.
Benvenuti alla Chicca di Milu'

Il nome racchiude una parte importante della nostra famiglia, i nostri due cagnolini Chicca e Milo, che a casa chiamiamo affettuosamente Milu', perché per noi è sempre stato il piccolino di casa.

Poi, l'anno successivo, è arrivato Ceres. Quando lui è entrato nella nostra vita, però, La Chicca di Milu' era già nata, la società era già stata costituita e il nome era ormai parte della nostra storia.

Per questo abbiamo scelto di dedicargli qualcosa di speciale: il nostro parco divertimenti dei pelosetti, l'area sgambamento più completa, con il percorso agility, dove i nostri ospiti a quattro zampe possono correre, giocare, esplorare e divertirsi liberamente.

Un cane grigio e bianco salta attraverso il cerchio arancione del percorso agility, nell'area di sgambamento recintata con lo steccato di legno.
Il parco divertimenti dei pelosetti

Perché La Chicca di Milu' nasce proprio da questo: da un'esperienza che non volevamo far vivere ad altri e dalla promessa di trasformarla in qualcosa di completamente diverso.

Carlo

Cosa manca alle strutture che si dicono pet friendly? E cosa fate voi di diverso, dall'arrivo alla partenza?

Luciana

Secondo me, a molte strutture che si definiscono pet friendly manca soprattutto una cosa: la libertà. Spesso "pet friendly" significa semplicemente che il cane è ammesso, ma poi ci sono limitazioni di taglia, peso, razza, numero di animali oppure mancano spazi realmente pensati per loro.

Noi abbiamo scelto di fare una scelta diversa. La Chicca di Milu' è stata costruita mattone su mattone, pietra su pietra, steccato dopo steccato, continuando a ricordare lo sguardo di Chicca di quei giorni. Abbiamo quindi pensato a una struttura dove il cane potesse sentirsi davvero libero: niente limiti di taglia o numero, nessun supplemento e spazi dedicati come il grande giardino recintato, le due aree di sgambamento, l'agility e la piscina per cani.

Un cane dal pelo fulvo con la lingua di fuori cammina libero nell'erba alta e verde dell'area di sgambamento recintata, al sole.
Liberi, senza guinzaglio

Ma per me essere Pet Friendly non significa soltanto avere degli spazi: significa prendersi cura del cane dal momento in cui arriva fino a quando riparte.

Faccio personalmente il check-in e il check-out. Quando gli ospiti arrivano, possono lasciare l'auto nel nostro parcheggio interno recintato e io mi presento subito anche al loro amico a quattro zampe, rispettando i suoi tempi. Se ha affrontato un viaggio lungo, spesso mi faccio trovare con un biscottino per creare la prima confidenza. Poi gli permetto di sgranchirsi nell'area di sgambamento, annusare e rilassarsi prima di iniziare a conoscere la struttura.

Li accompagno poi a scoprire gli spazi che utilizzeranno durante il soggiorno e, arrivati in camera, trovano acqua fresca, cuccetta e il Welcome Kit con biscottini, giochi e masticativi.

Il welcome kit su un mobiletto bianco: una bandana con impronte colorate, una pallina gialla, un sacchetto di biscotti, masticativi e il diplomino de La Chicca di Milu' con il nome del cane scritto a mano. In primo piano spunta l'orecchio di un cane.
Il Welcome Kit, con il diplomino

Durante il soggiorno sono sempre presente in struttura, anche perché preparo personalmente la colazione ogni mattina. Questo mi permette di creare un rapporto quotidiano con i cani e di conoscere piano piano le loro abitudini e il loro carattere.

Il gazebo in legno della colazione con il tavolo apparecchiato; sul pavimento, all'ombra, due piccoli cani bianchi e marroni sdraiati vicino a una ciotola d'acqua.
All'ombra del gazebo della colazione

Alla partenza abbiamo il nostro piccolo rito: biscottino, diplomino e foto ricordo, che poi viene appesa anche alla parete della struttura insieme a quelle degli altri nostri ospiti.

Ma il nostro lavoro non si ferma alla porta della struttura. Durante l'inverno, quando qui al Sud la stagione balneare è ferma, io continuo a lavorare proprio per preparare quella successiva: cerco esperienze, luoghi, ristoranti ed escursioni che i nostri ospiti possano vivere insieme ai loro cani. Ho trovato, ad esempio, escursioni in barca dove i quattro zampe sono i benvenuti, esperienze in vigneto, lidi convenzionati, ristoranti e tante altre attività da poter condividere con loro.

Un cane fulvo con il giubbotto salvagente arancione, affacciato a prua di una barca, con la lingua di fuori e il mare calmo alle spalle.
Anche in barca, col salvagente

Perché secondo me essere davvero pet friendly non significa semplicemente aprire la porta e dire "il cane può stare".

Quindi, se dovessi dire cosa facciamo di diverso, direi questo: non ci limitiamo ad accettare i cani. Cerchiamo di costruire tutta la loro esperienza intorno alle loro esigenze, lasciandoli liberi di essere semplicemente cani.

Carlo

Senza limiti di taglia, numero e senza supplemento, come gestite danni, cani che non vanno d'accordo o proprietari poco attenti?

Luciana

Per quanto riguarda i danni, ad oggi sono stata fortunata: non ho avuto episodi rilevanti. L'unico vero danno è stato un cane che, rimasto solo in camera, ha rosicchiato il telecomando della televisione. Gli ospiti sono stati talmente corretti che la mattina dopo ho trovato direttamente il telecomando sostitutivo. Credo che questo faccia parte della responsabilità del proprietario: io accolgo tutti, ma mi aspetto naturalmente che ognuno si prenda cura del proprio cane e degli spazi che utilizza.

Per la convivenza tra cani, invece, abbiamo la fortuna di avere una struttura che ci permette di gestire facilmente eventuali incompatibilità. Abbiamo tre camere e diversi spazi esterni separati: una grande area di sgambamento con agility, altre due aree più piccole e una piscina dedicata ai cani, tutte recintate.

Quando arrivano, spiego sempre agli ospiti che non è necessario che tutti i cani vadano d'accordo. Se socializzano e giocano, ben venga: quest'anno abbiamo avuto tantissimi casi di cani arrivati come sconosciuti che sono diventati compagni di gioco. Ma ogni cane ha il proprio carattere e va rispettato.

Due cani, uno bianco e uno marrone, che corrono e giocano insieme sul vialetto del cortile.
Si gioca in cortile

Se invece due cani non si tollerano, negli spazi comuni vengono tenuti al guinzaglio e ci si organizza semplicemente alternando le diverse aree. Una famiglia può fare colazione mentre l'altra è nell'area di sgambamento, oppure alcuni cani possono stare in piscina mentre gli altri giocano nell'area agility. Anche la conformazione della struttura, tutta al piano terra e circondata dal giardino, facilita molto questa gestione.

Quest'anno, per esempio, abbiamo avuto due Labrador e un Pinscher che non avevano tutti lo stesso rapporto con gli altri cani. Abbiamo semplicemente organizzato gli spazi in modo che alcuni potessero giocare insieme in piscina e gli altri divertirsi nell'area agility. Tutti hanno potuto vivere la struttura serenamente.

La piscina per cani con la scritta "La Chicca di Milu' Splash" sulla parete: dentro, due cani in piedi guardano verso l'obiettivo, uno piccolo bianco e marrone con la pettorina rosa e uno più grande fulvo e bianco.
La piscina per cani

Quindi, per me, accettare cani senza limiti significa anche mettere a disposizione gli spazi e le regole necessarie per gestirli. Non posso pretendere che tutti vadano d'accordo, ma posso aiutare i proprietari a organizzarsi. E finora ho avuto la fortuna di incontrare persone molto collaborative e responsabili.

In fondo, il principio è semplice: libertà per i cani, ma sempre accompagnata dalla responsabilità dei loro umani.

Carlo

Cosa consiglieresti a un host che vorrebbe essere pet-welcoming, e non soltanto pet-friendly, anche senza spazi adatti al gioco libero?

Luciana

Se una struttura non ha spazi propri dove i cani possano correre e giocare liberamente, secondo me non può inventarsi quello che non ha, perché gli spazi sono importanti e fanno sicuramente la differenza. Però può compensare in altri modi e, soprattutto, cambiare approccio.

Il primo passo, secondo me, sarebbe ridurre il più possibile le limitazioni su peso, taglia e razza. Spesso si pensa che un cane grande possa sporcare o fare più danni di uno piccolo, ma non è necessariamente così. Avete mai conosciuto un Jack Russell? Sono piccoli, ma possono essere dei veri terremoti e lasciare una quantità incredibile di pelo!

Un altro aspetto importante è cercare di ridurre l'ingombro del viaggio. Se posso offrire cuccia, ciotole, copertine, lenzuoli e tutto ciò che serve al cane, il proprietario non deve fare ogni volta un vero e proprio trasloco. Io, quando mi chiedono cosa devono portare, rispondo praticamente sempre: "Solo il suo mangiare". Molti apprezzano moltissimo questa cosa, soprattutto chi viaggia in aereo o con i mezzi. Ho avuto, per esempio, ospiti arrivati dalla Svizzera in aereo con un Chihuahua: trovare tutto già in struttura per loro ha significato non dover trasportare anche tutto l'occorrente per il cane.

Poi punterei tantissimo sull'accoglienza. Un piccolo Welcome Kit, qualche attenzione dedicata, informazioni sui servizi e sulle attività che si possono fare con il cane e, soprattutto, una buona conoscenza del territorio: ristoranti, spiagge, parchi, sentieri, escursioni, attività e servizi realmente accessibili ai quattro zampe.

Un bassotto color cioccolato maculato, con il collare rosso, in piedi sulle zampe posteriori appoggiato a un muretto, che guarda dritto verso l'obiettivo.
Chi c'è là fuori?

Per me, però, il punto fondamentale è l'atteggiamento.

Il proprietario deve percepire che non stai semplicemente "sopportando" il fatto che abbia portato il cane, ma che stai accogliendo davvero tutta la famiglia, quattro zampe compreso.

Anche senza avere un giardino o un'area agility, puoi quindi fare quel passo in più chiedendoti non soltanto "come faccio ad ammettere un cane nella mia struttura?", ma "come posso rendere più semplice, comoda e piacevole la vacanza di questa famiglia insieme al suo cane?".

Secondo me è proprio questo il passaggio da pet-friendly a pet-welcoming.

Carlo

Se potessi cambiare una sola cosa nel modo in cui in Italia si accolgono gli animali, quale sarebbe?

Luciana

Se potessi cambiare una sola cosa nel modo in cui in Italia accogliamo gli animali, cambierei soprattutto l'approccio: smettere di considerarli un'eccezione da gestire e iniziare a considerarli parte della famiglia e della nostra quotidianità.

Questo dovrebbe valere nelle strutture ricettive, nei ristoranti, sulle spiagge, nei luoghi pubblici e anche nelle regole. Non significa che un cane debba poter entrare ovunque senza regole: significa creare regole chiare che permettano una convivenza responsabile, invece di avere divieti generalizzati.

Il cortile della struttura al sole: la casa gialla, una palma, gli ostacoli dell'agility con il tunnel azzurro e alcuni cani sdraiati sull'erba.
Il cortile e l'agility

Mi rendo però conto anche dell'altra faccia della medaglia. In questi quindici mesi alla Chicca di Milu' ho ospitato ormai un centinaio di cani e, anche se mi è capitato di incontrare una o due volte proprietari non particolarmente adeguati nella gestione del proprio cane, per la mia esperienza sono state davvero delle eccezioni. E posso capire che un host che abbia avuto esperienze negative possa poi essere più diffidente nell'accogliere animali.

Proprio per questo credo che un buon regolamento e una comunicazione molto chiara possano fare tantissimo. Quando mi è capitato di avere situazioni di questo tipo, ho parlato direttamente con i proprietari, perché naturalmente non posso andare a parlare con i cani, e abbiamo chiarito che libertà non significa assenza di regole. Gli spazi sono a disposizione, ma esistono delle regole di convivenza che vanno rispettate.

Per me, quindi, il cambiamento dovrebbe essere nell'approccio da entrambe le parti: l'host deve creare le condizioni per accogliere responsabilmente un cane e il proprietario deve essere altrettanto responsabile nel gestirlo.

Mi piacerebbe che una persona potesse organizzare una vacanza con il proprio cane senza dover fare una ricerca infinita per capire dove può entrare, dove può mangiare, dove può andare al mare o quale attività può fare insieme a lui.

Perché alla fine il problema non è il cane. È la mancanza di organizzazione e, spesso, di una vera cultura dell'accoglienza.

Se dovessi riassumerlo in una frase, direi:

Vorrei che in Italia il cane smettesse di essere qualcosa che "si può portare" e diventasse semplicemente qualcuno con cui si può vivere e viaggiare.

Una parete bianca coperta da decine di foto ricordo degli ospiti a quattro zampe, stampate e appese una accanto all'altra fino a formare un grande mosaico, sopra un letto con copriletto rosa.
Una foto per ogni ospite a quattro zampe

La Chicca di Milu' for Pet Lovers è ad Alcamo (TP).

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