L'Abruzzo custodisce 130 chilometri di costa adriatica ancora poco conosciati dai flussi turistici di massa. Qui le spiagge non sono solo strisce di sabbia, ma storie di tradizione marinara, paesaggi selvaggi e quella rara qualità che gli italiani chiamano autenticità. Nel 2026, visitare le coste abruzzesi significa incontrare pescatori che ancora usano i trabocchi, borghi dove il tempo scorre diversamente e acque cristalline dove nuotare senza affollamento. Non è il Salento, non è la Costiera Amalfitana — è qualcosa di più intimo e reale.
La Costa dei Trabocchi, tra San Vito Chietino e Ortona, è il cuore pulsante dell'Abruzzo marino. I trabocchi sono costruzioni di legno e corda che sporgono dal mare — attrezzi da pesca che risalgono al Medioevo e oggi simbolo identitario della regione. Camminando sulla costa scoprirete ristoranti ricavati dentro o attorno a questi trabocchi, dove mangiare brodetto (lo stufato di pesce locale) guardando i pescatori al lavoro. Maggio e settembre sono mesi ideali: l'acqua è tiepida, il sole non opprimente, e i turisti ancora contenuti.
Spiaggia di Fossacesia, nei pressi dell'omonima abbazia benedettina, offre sabbia morbida e fondali digradanti — perfetto per famiglie. Ma se cercate spiagge selvagge, dirigetevi verso Torino di Sangro o Vasto, dove scogliere bianche si tuffano in un mare dai riflessi turchesi. Qui le spiagge libere rimangono libere. Portate un ombrellone, una cesta con pane, formaggio di pecora e vino Montepulciano d'Abruzzo: il picnic sulla spiaggia abruzzese è un rituale che i locali praticano da generazioni.
Ortona e Vasto sono i due gioielli urbani della costa. Ortona ha subito bombardamenti nella Seconda Guerra Mondiale ma si è rigenerata mantenendo il suo carattere: la cattedrale, il porto vivace, le mura medievali. Vasto è più intatta, con un centro storico perimetrato da mura aragonesi e una piazza principale che guarda il mare. Entrambi i borghi hanno buona ristorazione — non i ristoranti-trappola, ma osterie dove si mangia con gli abruzzesi. Provate gli arrosticini (spiedini di carne d'agnello) e la pasta alla chitarra con ragù di ovino.
Dove alloggiare? L'Abruzzo ha sviluppato negli ultimi anni una rete di agriturismi e dimore rurali di qualità che guardano il mare da colline dolci, mai affollate. Cercate strutture a pochi chilometri dalla costa — così eviterete il caos balneare ma arriverete in spiaggia in venti minuti. Febbraio e marzo sono mesi tranquilli, perfetti per chi ama il silenzio; giugno e settembre equilibrano bene sole, temperatura e presenza turistica. Evitate agosto, quando anche l'Abruzzo si riempie. Portatevi una guida alle specie di molluschi locali: le capasante, le vongole veraci e i ricci di mare sono protagonisti della cucina costiera e meritano di essere riconosciuti e assaporati consapevolmente.