Trentino-Alto Adige fuori dalle valli famose: dove gli altoatesini vanno davvero
10 giugno 2026·3 min di lettura
Il Trentino-Alto Adige è la regione italiana con il turismo più maturo, e questo significa due cose contrastanti: standard alti ovunque, e valli celebri (Val Gardena, Val Badia, Val di Sole) saturate dal turismo di massa. Eppure è la regione con più valli abitate d'Italia, e accanto a ogni valle famosa ce n'è una parallela meno frequentata e altrettanto bella.
Val di Funes è la valle dietro il Sass Rigais e le Odle, le stesse cime che da Selva si pagano cinquanta euro a impianto. Da qui le si guarda da sotto, gratis, camminando dai paesini di Santa Maddalena e San Pietro. Il sentiero del Adolf Munkel è uno dei più scenografici delle Dolomiti, e in agosto si fa senza coda.
Reinhold Messner ha aperto qui il suo primo Messner Mountain Museum. Non a caso: questa è la valle dove si capisce cosa siano davvero le Dolomiti, prima che diventassero un parco a tema.
La Val di Tures e Aurina, l'estremo nord
Sopra Brunico, dove finiscono le valli e inizia il confine austriaco, c'è la Val di Tures-Aurina: la valle abitata più a nord d'Italia. Cascate di Riva, il Sentiero Naturalistico, il Lago di Anterselva. In inverno è la base meno conosciuta delle Tre Cime, in estate è uno dei punti più freschi delle Alpi.
Il dialetto qui è quasi austriaco, i cognomi tutti tedeschi, l'italiano lo si parla per gentilezza. È la parte più mitteleuropea d'Italia.
Trentino: la Val di Cembra, la valle dei vigneti verticali
Tra Trento e la Val di Fiemme, c'è una valle che il turismo classico salta: la Val di Cembra. Vigneti terrazzati su pareti verticali di porfido, il Müller Thurgau che qui dà i suoi risultati migliori in Italia, paesini medievali come Cembra e Lisignago.
Il Sentiero del Dürer attraversa la valle: Albrecht Dürer ci passò nel 1494 disegnando i paesaggi, e oggi si percorrono gli stessi luoghi quasi immutati. Una camminata di un giorno tra vigne e castagneti, con degustazione in cantine familiari alla fine.
Vallarsa, la valle dimenticata
Vallarsa è una valle del Trentino meridionale, a un'ora da Verona ma turisticamente inesistente. Boschi del Pasubio, Strada delle 52 Gallerie, memoriali della Prima guerra mondiale. È la base ideale per chi unisce escursionismo a interesse storico: qui si combatté una delle guerre più dure del fronte alpino, e i sentieri di guerra sono ancora percorribili e mantenuti.
Cosa mangiare
L'Alto Adige cucina tedesco con varianti italiane: canederli (knödel), speck affettato a fette spesse, strudel di mele, vino bianco di montagna. Il Trentino è cucina povera di montagna: polenta, formaggi di malga, carne salada (manzo crudo marinato), strangolapreti di erbe. Tutte le valli hanno almeno un caseificio aperto al pubblico, e l'investimento di tempo vale sempre la pena.
Quando andare
Estate (giugno-settembre) per i sentieri. Settembre è perfetto: niente folla, malghe ancora aperte, primi colori. Inverno per lo sci, con dicembre-marzo come stagione piena. Maggio e ottobre sono periodi di transizione, molte strutture in quota chiudono. I mercatini di Natale (novembre-gennaio) sono il momento più affollato dopo l'agosto.
Come muoversi
✓ L'auto è la scelta più flessibile, ma il treno della Pusteria e le linee SAD sono efficienti.✓ Le valli laterali si raggiungono solo in auto: i bus arrivano nei capoluoghi, poi serve mezzo proprio.✓ La Mobilcard Alto Adige copre treni e bus regionali, conviene se si fa base in una valle.
In sintesi
Il Trentino-Alto Adige ha un turismo organizzato come nessun'altra regione italiana, e questo ha creato due circuiti distinti: quello affollato delle valli celebri, e quello parallelo dove vanno gli altoatesini stessi. Le strutture indipendenti sono la chiave per accedere al secondo: chi ti ospita ti dice quale malga è ancora attiva, quale sentiero è meno battuto, quale cantina merita la deviazione.